ACNE: PUO’ ESSERE UNA QUESTIONE ORMONALE

Ma l’acne è solo un problema giovanile?

A volte sì, si manifesta nei primi anni dall’inizio delle mestruazioni e poi scompare, altre volte invece permane rispondendo poco ai trattamenti cosmetici.

In questi casi la causa è da ricercare nella produzione ormonale.

Le ovaie e le ghiandole surrenaliche, producono una serie di ormoni necessari al buon funzionamento dell’organismo tra cui anche una piccola quota di androgeni, gli ormoni maschili.

Quando però questi sono prodotti in quantità lievemente superiore al necessario, possono dare alterazioni cutanee come l’acne e l’ipertricosi (eccesso di crescita dei peli o loro crescita in sedi dove solitamente non crescono come il mento, la zona sotto all’ombelico, l’area attorno ai capezzoli mammari).

E questo perché gli ormoni maschili oltre ad agire sui follicoli piliferi, rendono il sebo più denso rendendo la cute più grassa fino a poter tappare i pori della pelle.

Il ristagno di sebo dentro al poro che può iniziare con il punto nero, produce la formazione delle pustole che, se si infettano, producono pus diventando dolenti e arrossate.

Questa sgradevole situazione può essere però risolta brillantemente possibilmente prima che l’acne più grave lasci residui cicatriziali.

Per prima cosa occorre fare una diagnosi: una visita ginecologica dovrà valutare l’aspetto clinico della paziente e con una accurata ecografia anche l’aspetto ecografico delle ovaie.

Spesso infatti l’aspetto micropolicistico delle ovaie (PCO), che è quello che produce più ormoni maschili, non viene considerato con attenzione non manifestandosi come cisti vere e proprie di qualche cm di diametro ma come una particolare disposizione e numero dei follicoli ovarici non superiori ai 10 mm.

Questo quadro poi se correlato ad altri segni/sintomi clinici come appunto l’acne o l’ipertricosi e/o ad alterazione di alcuni ormoni nel sangue (il cui dosaggio verrà prescritto nel corso della visita), è definito come PCOS: Sindrome dell’Ovaio Micropolicistico.

Spesso a questa sindrome si associa anche una particolare alterazione metabolica denominata Insulinoresistenza che comporta una difficoltà allo smaltimento degli zuccheri e che deve essere ricercata con esami specifici ed approfonditi come la curva da carico glicemica ed insulinemica, rimanendo altrimenti non diagnosticata

Che fare dunque? Correggere questa alterata produzione ormonale ed eventualmente metabolica senza dimenticare la correzione di un ambiente intestinale sfavorevole.

Le terapie possono essere multiple e diversamente associate come pillola, integratori specifici, antiandrogeni, insulinosensibilizzanti, alimentazione priva di zuccheri a rapido assorbimento e dieta mirata in caso di sovrappeso.

La sinergia poi con i colleghi specialisti in dermatologia o medicina plastica/estetica può ottimizzare i risultati e risolvere , se del caso, gli esiti cicatriziali di un’acne non curata in tempo.

Ah, attenzione anche alla untuosità del cuoio capelluto o alle “pustole” alla schiena o in sede inguinale o alla radice delle cosce: possono essere essere espressione dello stesso quadro clinico.